Uscire dal disagio

Ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi legati alla sfera dell'alimentazione e della percezione corporea, problemi relazionali,  sessuali, di identità, mancanza di autostima

A volte capita nella vita di perdere la strada, i propri punti di riferimento, di specchiarsi e non riconoscersi, di non comprendere le proprie reazioni, emozioni, vissuti, pensieri.
O di dover fare i conti, improvvisamente, con una consapevolezza nuova, un malessere mai incontrato prima, una realtà scomoda, dolorosa...
Proviamo a raccogliere le idee, a cercare il bandolo della matassa da soli, certi che sia solo un momento passeggero… Facciamo affidamento alla nostra proverbiale capacità di riuscita… Eppure uno strano sconosciuto malessere ci assale, si impossessa di noi, non ci lascia più. Come un buco nero ci inghiotte…
Se solo potessimo chiedere aiuto! … ma qualcosa ci blocca. Ci sentiamo insicuri, pensiamo che nessuno possa capire ciò che proviamo, che chiedere aiuto sia una sconfitta, una debolezza, una fragilità.
E’ troppo radicata in noi la convinzione che rivolgersi allo psicologo sia un’ammissione di follia.
Il disagio psichico è duro da accettare…  Non poche volte nella mia vita professionale mi sono sentita dire: “Dottoressa, non immagina quanto preferirei avere un mal di pancia! Almeno è qualcosa di concreto, lo si può comunicare, le persone ti capiscono… ma il mio male cos’è? E poi con il mal di pancia puoi prendere una medicina, c’è una cura”.
Accettare di aver bisogno di aiuto apre un varco dentro di noi, un varco che ci dà respiro, che ci apre nuove strade, nuovi orizzonti. Incontrando il nostro sé più profondo, impariamo a volerci bene, a vivere la vita con pienezza e gusto, a cogliere e valorizzare  le nostre capacità, ad accettare noi stessi.
Aprirsi alla psicoterapia è un atto di amore verso se stessi. E’ cercare un porto sicuro, il proprio luogo interiore.
Il senso della psicoterapia è raffigurabile dall’immagine di una conchiglia.
In molte culture la conchiglia rappresenta la fortuna, un augurio di viaggio felice, un auspicio di  nascita e fertilità, o ancora di rinascita e resurrezione.
Le linee della conchiglia che congiungono le parti opposte, ci ricordano che molte sono le vie, ma una sola la meta: ognuno ha la sua strada, il proprio cammino, ma la meta per tutti è incontrare se stessi in fondo al proprio cuore.
La capacità, propria di certe conchiglie, di produrre perle in risposta ad uno stimolo irritante, Infine, ci suggerisce come ogni sofferenza, ogni disagio, può essere trasformato in un’occasione di crescita, ogni ferita può divenire il nostro specialissimo gioiello.